sabato 23 maggio 2009

il corpo di luce e l'eros




I sentimenti sono stati accartocciati, criptati e così, chiusi su se stessi, sono arrivati all’uomo.
I sentimenti esistevano, come dimensione di espansione dell’Eros creatore, prima dell’uomo e degli animali. Ecco perché la visione e l’immersione nel mondo vegetale ci prende, ci avvince, tocca i nostri sentimenti.


È una faccenda di minerali.
Il regno minerale, gli elementi elementari: idrogeno, elio, ossigeno, carbonio, ferro, ecc… sono vibrazioni, sentimenti fatti materia. Ecco perché possiamo dire che la stella “sente”. Onde elettromagnetiche ed elettrodeboli condensate, arrotolate su se stesse in vortici e spirali di energia.


La vibrazione dell’Essere creatore in una delle sue primarie espressioni di sé. Non primaria in una successione storico-lineare degli eventi ma prima, in un susseguirsi sempre presente e rinnovantesi, di eventi di creazione.


Come dire che quando l’Essere si vive come emozione, ecco, si manifesta come vibrazione, poi minerale, vegetale e continua, fino a trovare il massimo dell’espressione nell’uomo, nell’emozione e sentimento che è condotta dal minerale e vegetale nel sangue e nelle vene, nella carne.
L’Essere arriva alla comprensione di se stesso, del suo percorso cosmico nell’uomo che gli rende, gli ritorna nell’essere cosciente, il senso di sé, la Potenza creatrice che siamo.
Essere Amore, generando esseri.


Cos’è l’emozione e il sentimento nell’Essere? In ciò che chiamiamo Dio? Nel Tutto che ci comprende e trascende, mentre in esso pienamente siamo?
C’è l’emozione in qualche cosa altro, oltre l’essere emozione nella creazione? O qui è la possibilità di sperimentare l’emozione perché qui sono le condizioni perché essa sia?
Non si sa. In questa realtà si sperimenta e si conosce l’emozione. Per questo ci diamo in continuazione vita e vita negli esseri, per questo noi emergiamo in questa consapevolezza buia che è la Terra e la materia, per questo torniamo.


Questo è il qui e ora cui restare fedeli. Qui è la luce. Anche l’ombra, il buio, è un modo di essere della luce. Ovvero, certe dimensioni del reale sono percepibili con altre lunghezze d’onda.

Non siamo tenuti a restare fedeli ad un quotidiano che ci imprigiona perché qualcuno, o i più, ci chiedono il rispetto e l’adesione a schemi di comportamento e a organizzazioni delle relazioni e del mondo che sappiamo relativi, quando non involutivi. L’ordine è cosmico, non mentale.
Non è la fedeltà alle leggi, che gli altri credono necessarie e assolute, che può fermare la nostra spinta all’evoluzione e il ritorno a casa. Che non significa andare verso la stella ma aprire la dimensione stella che sta in me, l’unica vera e, da questa sorgente, muovermi gioiosamente nel mondo in cui ho scelto, per ora, di abitare.


L’ho sempre vissuta e goduta la mia natura stellare, solo un lieve, trasparente velo mi fa supporre che così non sia.


Un velo che probabilmente resterà, perché evidenzia la diversa natura delle esistenze terrestri e stellari; è ciò che chiamiamo metafora? Archetipo?


Sono tutti quei livelli di energie e vibrazioni che “sono” e le relative potenzialità che sento e uso. È così. “Sento. Ho sempre sentito e saputo. Agisco le mie potenzialità”. Sto agendo.
Inizio con affermare la realtà che voglio che sia e, siccome questa dimensione nuova che mi vuole re di me stessa e del mio universo è tale perché è Una, essa è olistica e come tale comprende ogni creatura. Qualcun altro sente, e bene. Sta agendo.
Ecco che noi Uomini rendiamo consapevoli gli esseri, tutti , ed essi colgono, con la loro capacità di comprensione che non è da meno della nostra, la loro partecipazione al Tutto.


Questo senso del creato gli esseri lo hanno in nuce, criptato nel profondo, ecco il perché del processo di evoluzione della Vita fino all’uomo.
La meta, se di traguardo si può parlare in un Tutto che è oltre il prima e dopo, il passato e il futuro, è giungere, attraverso le manifestazioni sempre più complesse degli esseri, alla pienezza e alla percezione di sé, di ciò che il Sé Creatore è, ovvero Noi dal nostro essere il Tutto, siamo.
A che serve parlare dei processi di creazione? A che serve questo speculare sulle modalità di creazione?


Semplicemente a dire, sviscerare, mettere in luce ciò che accade dentro di noi, perché in noi avvengono le creazioni. Ad un certo punto lasceremo anche le parole. Siamo vivi, stiamo agendo.
Le forme minerali sono energia-luce che si sono date nei minerali una prima forma, identità e consistenza, viaggiano nell’universo attraversano le forme di creazione più complesse fino ai nostri corpi.


Stanno nel corpo di luce che ci attraversa e ci permea, sul quale siamo fondati e stabilizzati, come se noi fossimo fluidamente incapsulati dentro ad un cilindro energetico che ci sostiene.
Ancora, i minerali come energia-luce, stanno sempre a disposizione nell’aura, l’insieme dei corpi sottili che circonda il nostro corpo visibile.


Una serie di piattaforme pregne di consapevolezza, che ruotano continuamente su tutti i piani e che tengono costantemente ricoperto, custodito e in connessione con il cosmo il nostro corpo. Ecco perché il corpo sa.
In questi piani, che attraversano come fasci energetici il corpo, balzano, danzano i semi dei sentimenti, in spirali e vortici di sostanze minerali criptate.


Quando una situazione, una persona, un pensiero sollecita la nostra percezione, non solo i cinque sensi ma tutta la più vasta rete del “sentire” che comprende i campi dei corpi quali il sangue, la linfa, il sistema nervoso e ghiandolare, i corpi sottili, vengono attivati. Si riempie lo spazio tra il punto sollecitato e la psiche con queste energie dei corpi sottili perché le attiriamo.
Creiamo un campo. È il sogno. Sempre sogniamo il nostro sogno.
Ecco perché la traccia da seguire sono le emozioni e i sentimenti.


Il momento del passaggio, quando ci ri-innestiamo pienamente in ciò che siamo, è il momento in cui passiamo dal senso al sentire. Quando di noi percepiamo non più il significato ma il flusso di forza che viene con l’emozione.
Emozioni e sentimenti nel loro essere vibrazione, colore, suono e materia elementare nei minerali, conducono quelle condizioni che permettono alla nostra anima il passaggio. Essi creano il canale, il varco per attraversare lo scarto di distinzione tra due realtà.
È la possibilità che abbiamo per traghettare da un mondo ad un altro.
Il vascello: le emozioni e i sentimenti, che placidamente o tumultuosamente, ci traghettano nel rinnovo di energie.


Anche i pensieri, tutto il nostro pensare fa parte del vascello e partecipa al passaggio, sono le nostre Pleiadi interiori.

E l’eros?
L’eros è il timbro di emozioni e sentimenti, ne è la cifra e la traccia.
Esso si manifesta in mille modalità, come ha sempre fatto, solo ora sta cercando più spazio, più accoglienza da parte nostra per poter scorrere. Ovvero, lo spazio l’ha sempre avuto.
Tutti quei rivoli di eros che abbiamo giudicato, resistito, escluso dalla nostra esistenza. Lui s’è dato altre strade e ci ha tenuto in vita, c’ha alimentato. Se per un attimo osserviamo tutti gli ambiti dell’eros, solo osserviamo, senza interpretare né giudicare, vediamo una grande ed estesa rete di energie sottili emergere e con esse ecco i punti di connessione, i centri energetici.


Per essere canali verso la nuova realtà tutto va vissuto pienamente, i rivoli dell’eros devono poter attraversare tutto il nostro essere, corpo e psiche, anima.
L’eros è l’energia che può creare la spirale di tensione che avvolge in un tutto le dimensioni del nostro essere. È energia che aggancia il Sole pulsante al centro della Terra e il suo riflesso nel cielo e la stella più lontana del cosmo. L’eros, che attraversa il corpo, attiva il cono di luce che punta diritto alla stella che siamo dentro e, fuori di noi, punta al centro del nostro essere di carne e al centro della Terra.


Il centro della Terra è cristallo, intelligenza emotiva Una con l’intelligenza cosmica.
Nell’eros siamo immessi in questa rete morfogenetica che fa Uno l’universo.
L’essere coscienti scorre, come fluiscono l’energia, la luce, la linfa, e i nostri giorni.




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