“La terra sta aumentando la vibrazione e sta diminuendo il magnetismo, continuerà così fino al punto zero, avrà circa 72 ore di sospensione in cui starà ferma poi riprenderà a percorrere la sua orbita ma al contrario”.
Noi stiamo vivendo questo. Siamo Gaia.
Di fronte ad un problema, a ciò che vedevamo come problema, agivamo da uno stato di cose e atteggiamenti che dicevano la separazione tra noi e quanti facevano parte del problema.
Accade che non si riesca più a confliggere, ad essere identità di fronte ad identità.
A sentire l’altro come minaccia o nemico.
Ad un certo punto, nel pieno della tensione e del lavoro mentale, dell’ansia, ci fermiamo, ci sospendiamo, osserviamo le emozioni, poi qualcosa si muove verso “altro”.
Sì, la Terra sta vivendo momenti di cambiamento con delle particolari modalità e noi li stiamo vivendo con lei.
Vi rendete conto che oscilliamo?
Prima è stato, per mesi, un fluttuare, un’oscillare ancora fisico: i momenti in cui vi sentivate in barca, veleggiare, “vascellare”.
Ora quell’oscillazione è entrata in profondità, non è più fisica, è un oscillare nelle emozioni e nei sentimenti, nel pensiero.
Vorremmo fissare un’emozione, spesso dolorosa o di ansia e, in base ad essa, strutturare una volta di più l’esistenza nostra e degli altri su criteri, scelte, comportamenti che siano risposta a quel sentire e pensare problematico e ansioso che abbiamo sempre avuto.
Esempio, avverto in me la viscerale preoccupazione per il domani dei miei figli. Vorrei responsabilizzarli su dei criteri fino a ieri ritenuti unici e validi: “Se non studi non riesci nella vita. Se ti lasci andare e non ti crei un’esistenza ricca di esperienze e conoscenze, domani ti mancheranno gli strumenti. Internet usato così è superficiale, alienante”.
Qui, mentre emergono tutti gli schemi della mia infanzia e giovinezza e la lettura di quello che ancora tenderei a chiamare come i miei fallimenti, allo stesso tempo devo riconoscermi che: ciò che per un certo tipo di società può sembrare fallimentare e perdente è altamente intelligente e proficuo al fine di una lettura esistenziale e cosmica della vita.
Per essere più espliciti, non sono diventata un dottore, ho vinto i concorsi ma non sono di ruolo, ho un lavoro dignitoso ma non altamente eclatante ai fini dell’apparire, ecc... sto in un piccolo paese, in una casa dignitosa ma non lussuosa. Potrebbero sembrare aspetti di non piena realizzazione ma, se mi guardo dalla mia consapevolezza, sento che tutto questo non ha senso mentre ciò che vivo ha molto senso, ha tutto il senso.
Intanto, il desiderio che i miei figli riescano anche in questa società dove io non ho brillato mi prende, è attiva dentro me e raddrizzerebbe la mia autorità, decisionalità, anche arroganza e tirannide.
Non mi riesce più. Qualcosa in me è latitante e non richiama forze e strumenti necessari per imporre la mia visione del mondo e la mia risposta agli eventi. Qualcosa sfugge alla mia decisionalità e al comando.
Dove sono? Se la Terra ed io siamo uno, unite, coinvolte e complici nello stesso destino, lei e io, dove siamo?
“Ondeggia il mare dei papaveri” cantavo spesso e il mio cuore pulsava. Anche il centro della Terra batteva infuocato. Lui continua, e io?
Batte il mio cuore?
In questo momento è la Terra che dà l’impulso e il ritmo, è suo il Cuore.
Spesso nel mio dormiveglia avverto il canale di fuoco che m’attraversa, va dal centro della Terra alla mia immagine lassù, fissata come stella, passando per la mia colonna. Il cono di luce lo chiamo, e vibro, vibro, attingo alla Fonte. Una notte l’ho visto, dirompente, il fiume d’acqua che sgorga da dentro di me. La Sorgente. Ne ho sentito la forza, e l’irruenza.
Da qui faccio nuove tutte le cose.
Dal fuoco, mentre è acqua, gocce di pioggia quelle che irrorano la mia terra.
In quanti modi possiamo cantare la nostra appartenenza al Cuore della Terra!
Chiamiamo “sole”, “stella” tutto ciò che sappiamo di essere e che appartiene ad altra dimensione, altro universo e che siamo.
Da qui faccio nuove tutte le cose.
Dal fuoco, mentre è acqua, gocce di pioggia quelle che irrorano la mia terra.
In quanti modi possiamo cantare la nostra appartenenza al Cuore della Terra!
Chiamiamo “sole”, “stella” tutto ciò che sappiamo di essere e che appartiene ad altra dimensione, altro universo e che siamo.
Intanto la vita, questa vita, va avanti e sembra che soprattutto eventi difficili e non voluti, accadano. Ma com’è che non ci si spaventa più? Gli eventi fanno emergere vecchie emozioni, vecchie situazioni, spesso si è destabilizzati.
Eppure la leggerezza ritorna, veloce. Ci si sente allargati, espansi e, mentre attraversiamo quanto ancora ci opprime, i pensieri nuovi stanno, impiantati dentro la testa e non ci permettono più di tornare indietro, né ci permettono di scoraggiarci.
Come se il terreno guadagnato fosse davvero conquistato, anzi ora lo dico e lo confermo: “Sì, è così: l’oggi conquistato è ciò che oggi siamo”.
Ora, vissuta la grande separazione e, preso atto che semplicemente essa è la Terra di mezzo, lo spazio ricco di possibilità e risorse da cui attingiamo la nostra quotidiana vitalità, ogni contatto, ogni persona e situazione a noi corrispondente è concreta e presente di fronte a noi.
Le emozioni nuove emergono, arrivano inaspettate e ci riempiono, ci saziano e consolano.
Siamo sempre in compagnia, godiamo di una solitudine elitaria, regale, nutriente mentre, dentro di noi, sentiamo che stiamo dialogando con lui, con lei, loro. Questo è il nostro stare al mondo. Incondizionato. Oggi il nostro ricco e prospero mondo interiore è aperto e condiviso all’esterno.
Ci godiamo, nel mondo, con leggerezza ed intensità il nostro benessere, le persone, le cose e gli eventi con la qualità e il valore con cui li abbiamo creati dentro di noi.
Nessun commento:
Posta un commento